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quarta-feira, 20 de abril de 2011

Oh mein Papà

 

Oh mein Papà



( Canta: Carla Boni )
( Autores:  P. Burkharb - G. C. Parson -  J.J.T. Phillips - Ardo - 1954 )
( Titulo original: Oh my Papa )


Quand'ero bambina, l'amico più caro
sei stato tu solo, Papá.
Tornavi piccino per farmi giocare
e imitavamo i negri e gli indù:
Ta ta pum, ta ta pum, ta ta pum.

Fra tanto clamore
sembrava il Far West,
e il tam-tam dei tamburi laggiù:
Ah la hop, ah la hop, ah la hop, ah la hop.

Se a volte guastavo i miei balocchi,
col tuo bel sorriso
baciandomi gli occhi,
si dileguavan tristezza e dolor.
Ah la hop, ah la hop, ah la hop, ah la hop.

Oh, era così bello!
Ti gridavo:
"Bravo Papà, bene,
ancora, ancora,
ancora...."

Oh mein Papá
sei l'uomo più adorabile,
oh mein Papá
sei l'uomo più sincer.

Oh mein Papà
sei tanto caro e amabile
e nel tuo cuor
c'è solo la bontá.

Degli occhi tuoi
gli sguardi m'accarezzano
perchè lo so,
per te son bimba ancora.

Oh mein Papà
mio vero amico unico,
oh mein Papà
tu tutto sei per me.

Oh mein Papà
potessi far miracoli
vorrei tornar
bambina insieme a te.

Oh mein papà!
Oh mein papà!



terça-feira, 16 de março de 2010

Lettera alla madre


«Mater dulcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi,
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo. » - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore,
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro,
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dulcissima mater. »
(Salvatore Quasimodo)

segunda-feira, 15 de março de 2010

Angelo Custode (Anjo da Guarda)





Saro' un angelo dalle piccole ali

e volero' leggero

fino alle profondita' del tuo cuore...

Mi spingero' ancora più giù

giù ...fino a toccare il tuo amore...

Dormiro'!

Sognero',

cullato dai battiti del tuo cuore buono

e morirò solo quando smetterai di amarmi...

Sara' il sopirsi dei battiti

Che mi togliera' il respiro...

Solo allora volero' in alto

volero' via con le mie piccole ali...


Anonimo







Serei um anjo com pequenas asas



e voarei suavemente

até as profundezas de teu coração...

E voarei ainda mais dentro

dentro... até tocar o teu amor...

Dormirei!

Sonharei!

embalado pelas batidas do teu coração bom

e morrerei sozinho quando deixarás de me amar...

Será o silenciar das batidas

que me tirará o sopro...

Só então voarei pro alto

me irei com minhas pequenas asas...

Anonimo

sábado, 6 de março de 2010

Ugento - versi liberi

Scorcio della Piazza San Vincenzo

Ugento - versi liberi ©


Voglio ritornare al mio paese,
ma non di giorno,
voglio arrivarci notte alta
quando la quiete e il vento appena
camminano per le strade
della verde età
e c'è solo il rumore di un cuore
correndo tra i cortili chiacchierini
di trent'anni fà.

Voglio sorprendere il giorno
dalla finestra di una vecchia stanza,
cercare antichi odori di aranci, a primavera,
il bucato appeso a fili lunghi come i sogni,
e ricordare i nomi... e legarli ai volti,
e so che sentirò le assenze
che il tempo ha lasciato tra le genti
ma rivedrei i visi a me cari
con gli occhi della mente
e finalmente avrò pace nem mio cuore.

Giulia d'Amore di Ugento


mura... finestre...
il giardino del castello
il borgo

 
centro storico
Entrata del castello
Cattedrale
Chiesa di Sant'Antonio
Castello d'Amore
 
Panorama



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